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Il paese ritrovato

Il Gruppo Ricoh si impegna a migliorare le comunità in cui vivono e lavorano i propri dipendenti e, tra le varie iniziative in questo ambito, nel settembre 2017 - in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer- Ricoh Europa ha annunciato la partnership con Alzheimer’s Research, la più importante associazione mondiale impegnata nella ricerca di una cura per la demenza.

Alcuni dati

Perché Ricoh ha scelto di supportare la ricerca su questa malattia? Purtroppo sono oltre 9,9 milioni i nuovi casi di demenza diagnosticati ogni anno nel mondo: un nuovo caso ogni 3,2 secondi. In Italia i malati di Alzheimer sono circa 600.000 e sono quasi 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell'assistenza ai loro cari affetti da questa patologia.
Ad oggi non esistono ancora cure efficaci, ma gli studi e la sperimentazione possono cambiare questa situazione.

Ricoh Europa ha previsto iniziative di sensibilizzazione sul morbo di Alzheimer, incontri informativi per i dipendenti e campagne di raccolta fondi per supportare le attività di ricerca dei migliori esperti mondiali in questo settore. Ricoh Italia è una delle prime filiali del Gruppo ad aggiungersi a questa iniziativa ambiziosa per dare un aiuto tangibile alla comunità scientifica che lavora sull’Alzheimer.

“il paese ritrovato”: un progetto sociale e scientifico

In questa direzione va “il paese ritrovato” il progetto della Cooperativa “La Meridiana” inaugurato a Monza (MB) il 24 febbraio 2018, a cui Ricoh Italia ha deciso di dare un supporto concreto, partecipando così in prima linea alla lotta contro questa malattia.
Si tratta di un piccolo borgo, edificato su area di 14mila metri quadrati dove sono state costruite palazzine con 8 appartamenti, ciascuno dotato di 8 stanze singole in grado di ospitare in totale 64 persone ai primi stadi della malattia di Alzheimer.
E’ un’iniziativa unica nel suo genere in Italia e nel mondo, con una valenza enorme sia dal punto di vista sociale che scientifico.

La connotazione sociale di questo progetto è immediatamente evidente.
La struttura darà ospitalità a quelle persone che si trovano nel primo stadio della malattia, cioè a coloro che in realtà dispongono di diverse capacità residue che permettono loro di vivere una vita quasi normale e autonoma, pur sempre sotto il controllo di personale sanitario e assistenziale adeguatamente formato.

L'unicità però di questa iniziativa e la specificità che la differenzia da altre simili è il carattere scientifico correlato al progetto.
Tutto è stato oggetto di studi approfonditi a partire dal colore, uno degli elementi caratteristici dell'intera struttura residenziale. Ogni palazzina, infatti, è identificata da un proprio colore così come la camera di ciascun ospite all'interno degli appartamenti. Questo aiuterà i malati ad orientarsi con maggiore facilità all'interno del piccolo borgo, dove sono stati inseriti anche un bar, un parrucchiere e un minimarket, gestiti però da personale qualificato e formato ad hoc per essere in grado di gestire i malati l’Alzheimer e di aiutarli con specifiche competenze.

La tecnologia al servizio dei malati

L’innovazione tecnologica caratterizza ogni aspetto della quotidianità delle persone ospitate ne “il paese ritrovato” ed è la protagonista di diversi progetti sperimentali unici nel loro genere e pensati per consentire agli ospiti di mantenere il più a lungo possibile le abitudini quotidiane e di sfruttare al meglio le abilità residue.

Negli appartamenti della struttura sono state utilizzate soluzioni all’avanguardia come ascensori che si aprono automaticamente alla presenza dell'ospite, arredi intelligenti che adottano le tecnologie dell'Internet of Things (IoT) per facilitare il gesto quotidiano di vestirsi, cucine con soluzioni domotiche studiate specificatamente per ridurre i rischi, sistemi d'illuminazione innovativi utilizzati come strumenti di supporto per l’orientamento e per le attività quotidiane come lavarsi o andare in bagno.

Smart TV permettono poi ai malati di rimanere in contatto con le loro famiglie che, attraverso un portale dedicato, potranno addirittura caricare video e foto per far sentire i malati meno soli.
Gli ospiti, inoltre, saranno dotati di un particolare braccialetto che integra un sensore appositamente progettato, capace di geolocalizzarli all'interno della struttura, di monitorare i loro parametri sanitari e addirittura di consentire loro di effettuare pagamenti nei piccoli negozi presenti nella struttura.

Nel borgo infatti ci sono persino una merceria e un negozio di articoli per bricolage dove i pazienti potranno trovare materiali per continuare i loro hobby e per svolgere attività di stimolazione cerebrale organizzate nel centro diurno e destinate a mantenere le abilità residue degli ospiti.

L'impatto sociale di questa iniziativa è enorme. Le persone malate di demenza, spesso se accudite a domicilio, rimangono isolate con la conseguenza che anche le abilità residue piano piano tendono a scomparire. Invece l'interazione e la convivenza favorite da “il paese ritrovato” avranno un ruolo fondamentale e contribuiranno a generare benefici sensibili ai malati. Ma non solo. Laboratori olfattivi e multisensoriali aiuteranno a stimolare le capacità cognitive degli ospiti.

Ogni aspetto, in pratica, è stata studiato per migliorare la vita dei malati, tenere sotto controllo situazioni di ansia e di stress e ridurre l'uso di farmaci.

Il contributo di Ricoh Italia

In questo contesto assolutamente all’avanguardia, Ricoh Italia ha combinato la propria vocazione CSR alle proprie competenze tecnologiche, dando il proprio contributo concreto e donando dispositivi e attrezzature da utilizzare all'interno del piccolo borgo.
Stampanti e multifunzione sono così ora a disposizione degli operatori sanitari e scientifici che lavorano nella struttura. Alcuni proiettori verranno utilizzati nelle aree comuni, in particolare nel piccolo cinema/teatro a disposizione degli ospiti per iniziative e incontri.
Le attrezzature Ricoh però svolgeranno un ruolo importante anche dal punto di vista scientifico: proiettori verticali e lavagne interattive sono stati inseriti nei laboratori multisensoriali, in particolare a supporto di tutte quelle attività di stimolazione cognitiva e visiva basate sulla proiezione di immagini di luoghi, familiari, persone care e momenti della vita degli ospiti.

Data la straordinaria valenza di questa iniziativa, è evidente che il mondo scientifico e la comunità accademica saranno particolarmente interessati a comprendere gli effetti del modello proposto ne “il paese ritrovato” sui malati e sulle loro relazioni familiari.
Il valore terapeutico quindi del progetto monzese sarà monitorato a livello scientifico da tre realtà italiane d’eccellenza: il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), il Politecnico di Milano e la Fondazione Golgi Cenci (uno dei più importanti enti italiani per la ricerca sulle degenerazioni cerebrali) che sulla base dei dati raccolti cercheranno di strutturare un modello di accoglienza replicabile su scala nazionale e mondiale.